Recensione di “Snowden” e del mondo in cui viviamo.

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Un sistema in equilibrio precario, tenuto in piedi da gente che non ha la tempra morale per farlo, per gente che non se lo merita.

Nel caso ve lo steste chiedendo, sto parlando della democrazia o almeno della definizione di democrazia che mi sono dato dopo aver visto Snowden, di Oliver Stone. Benvenuti a una nuova puntata di Hybris a Nastro ovvero il CEPU della vita. Per chi non sapesse chi è Edward Snowden c’è una cosa bellissima chiamata Wikipedia.
Cominciamo subito con una breve recensione del film, visto in anteprima. Le aspettative, devo dire, erano altissime per questa pellicola che si prospettava essere una perfetta fusion tra spy-thriller e biopic. E metteteci anche uno strato di coinvolgimento perché i fatti a) sono recentissimi b) riguardano la società in cui viviamo c) hanno come oggetto il controllo di massa della popolazione che non solo è uno dei capisaldi del cinema di fantascienza politicamente impegnato ma – udite udite – è diventata una cosa vera. Ciliegina sulla torta, Oliver Stone alla regia. Per cui quando ho scoperto che il film uscirà il 24 Novembre ma che c’era già un anteprima in lingua originale col biglietto scontato (per un motivo X), beh, lo confesso, stavo per tirarmi una sega dalla gioia.
Il film è molto bello. Fico, coinvolgente e spaventoso. Snowden è una spia o un’eroe? Probabilmente non lo sapremo mai, però uscirete dalla sala con la voglia di cancellare il vostro profilo Facebook (in realtà i vostri dati se li tengono). Dicevamo, non lo sapremo mai ma personalmente compenserei il fatto di non aver mai avuto una maglietta di Che Guevara andando in giro adesso con una maglietta del genere:

snowden che guevara

Senza la scritta “The Guardian” di sotto però. Per dire quanto è coinvolgente. Punto e accapo.
Snowden e le sue azioni hanno tutta la mia empatia di persona che vuole vivere in un mondo migliore. Però adesso arriva la parte in cui ricordo a tutti, caso mai ce ne fosse bisogno, che separare il giusto dall’ingiusto con la lama di coltello delle azioni (quelle di Snowden in questo caso) non fa automaticamente diventare una metà tutta merda e l’altra metà tutta cioccolata.
L’NSA ha le sue motivazioni tra cui mantenere una stato di pace che in occidente dura da circa 70 anni anche se nella loro testa sono convinti che gli USA siano la migliore nazione del mondo, una terra promessa finalmente ottenuta da difendere a tutti i costi (ricorda qualcosa?). Di fatto, l’assenza di conflitti in Europa è stata possibile solo perché alla festa è arrivato il cugino più grosso e un po’ meno intelligente che ha detto: “Adesso qui non litiga più nessuno, si fa come dico io”. E ha fatto continuare la festa a suo modo, facendo la voce grossa col vicino di casa (la Russia), che da lì a poco sarebbe entrato in casa a dare mazzate a tutti. So che siete sconvolti dalla mia capacità di analisi politica, quindi sintetizzerò: in Occidente non ci sono più guerre perché c’è l’America a fare da spauracchio. E per continuare ad avere questo ruolo deve aumentare il suo potere – che oggi si chiama informazione su tutto e tutti – con ogni mezzo possibile. Questo è quello che pensano all’NSA, un organismo fatto da uomini che, in quanto tali, sono propensi ad abusare del potere che viene dato loro. Ecco perché, oltre a spiare la Russia, venivano controllati i dati (mail, telefonate, etc.) di milioni di cittadini americani e impiantate false prove per incastrare importanti ospiti internazionali.

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Non è un bello spettacolo. D’altro canto, in Russia il controllo della popolazione è da sempre ordinaria amministrazione e, se scartiamo il modello americano, non è sicuramente una valida alternativa al nostro. Giusto per ricordare chi è Putin, ecco un piccolo trailer preso in prestito da gente più famosa di me.

La cosa bestiale è che Snowden nasce e cresce repubblicano e conservatore per poi diventare progressista. L’appello di Snowden potrebbe addirittura sembrare un la ggente deve sapere ma non lo è. Perché lui è una testa d’uovo con le contropalle, così bravo che all’NSA lo tenevano nonostante fosse nell’aria che da lì a poco avrebbe fatto qualche minchiata. Quindi quando lo dice lui non è la stessa cosa che quando lo dice il Napalm51 di turno.
Il punto di Snowden, mi pare di comprendere, non è che non ci debbano essere segreti. Lui stesso aveva segreti con la sua ragazza, per proteggerla. Non sapere le cose a volte ti protegge e protegge la popolazione. Il punto è che in democrazia i poteri vanno bilanciati per cui: il compito dei politici è raggiungere obiettivi mentendo e comportandosi da stronzi, il compito dei giornalisti è rompere il cazzo. Non è un sistema statico ma dinamico e spesso fastidioso, ma è l’unico modo per restare vivi. Un Logos che sa di dito al culo, certo, ma pur sempre Logos.

Ora, tutto questo sbattimento del lotta metaforica fra potere e giornalismo/satira/critici ha anche un’aggravante: che è fatto per far star bene la gente, che notoriamente non capisce un cazzo. L’uscire a fare la spesa, i supermercati, le medicine, la soddisfazione dei bisogni primari e, perché no, anche lo scopare un po’ con con chi cazzo ci pare, tutte queste cose insomma non sono scontate manco per niente. Sono una rarissima eccezione, in un universo che se ne sbatte le palle di noi, in una Terra dove hai l’88% di possibilità di nascere in un posto senza acqua/cibo/libertà garantite, in una zona dove fino a 70 anni fa sono successe cose atroci come olocausto e atomiche, in mezzo a gente che manderebbe tutto a puttane per una questione di principio. O semplicemente per tentare di arricchirsi. È come proteggere un vaso di cristallo che contiene nitroglicerina in una gabbia di scimmie. Chiaramente lo fai con ogni mezzo necessario ma c’è un limite a quello che puoi fare alle scimmie.

Trump, Snowden, il suffraggio universale, il capitalismo: dura ammetterlo, ma è l’ipocrisia che ci tiene tutti a galla.